Regole compositive; come migliorare le nostre foto

Introduzione

Le regole, nella composizione fotografica, non sempre vanno rispettate. Una fotografia tecnicamente perfetta potrebbe essere noiosa così come al contrario un’immagine catturata al volo potrebbe catturare profondamente l’attenzione di un osservatore. Ovviamente conoscere le regole è importante se non fondamentale: conoscerle per romperle, oserei dire. Ma quali sono le più importanti, o meglio, quelle che possono aiutare i fotografi nel migliorare le proprie composizioni?

1) Le linee diagonali

Utilizzare le linee diagonali può essere un modo molto efficace per indirizzare l’occhio di chi guarda un’immagine verso il punto focale della stessa. Ovviamente una linea non deve essere qualcosa di artificioso quanto piuttosto un elemento della scena che si sta fotografando, magari adeguatamente sistemato nella scena stesso. Un percorso, una fila di alberi, un recinto, un fiume, una montagna: si tratta di elementi naturali che contengono linee e che possono essere usati a nostro favore. Un esempio è dato dalla fotografia qui di seguito:

FOTO DA LIGHTROOM 5.2 NUOVE_00003

Le linee, se utilizzate correttamente, aiutano in modo davvero significativo la composizione fotografica. E risultano anche un metodo molto efficace per aumentare in modo significativo l’impatto delle proprie immagini. Le linee, infatti, possono condurre l’occhio attraverso la fotografia stessa, facendo rimanere l’attenzione dello spettatore concentrata sull’immagine.

Esistono sostanzialmente quattro metodi di utilizzo delle linee: orizzontali, verticali, diagonali e irregolari.

Linee orizzontali

Le linee orizzontali tendono ad indicare un senso di uniformità e costanza. Questo tipo di composizione è utilizzata quando si vuole comunicare un senso di eternità o comunque di mancanza di cambiamenti in un’immagine, come se si fosse fermato il tempo. Inoltre, questo tipo di linee, possono servire anche a fornire un contrasto con le eventuali parti in movimento presenti nella foto.

Linee verticali

Anche le linee verticali hanno la caratteristica di trasmettere una sensazione di stabilità molto simile a quelle orizzontali, ma in più possono dare una maggiore sensazione di pace e tranquillità. Questo tipo di linee le troviamo di frequente sia nei paesaggi urbani (pali della luce, palazzi) che in natura (pareti rocciose o alberi).

Linee irregolari

Infine abbiamo le linee irregolari, le più difficili da utilizzare. Queste linee infatti trasmettono già di per sé un senso di disordine quindi, se mal utilizzate, non faranno altro che generare confusione nella foto e in chi la sta guardando. C’è da dire che spesso questo utilizzo è voluto, magari proprio per creare volontariamente una sensazione di disagio in chi sta guardando. Ma fate molta attenzione perchè è molto più facile cadere nel primo caso che nel secondo!

Conclusioni

Come avrete capito, l’utilizzo delle linee in fotografia, oltre ad aiutare nella composizione di una immagine, può contribuire anche a trasmettere uno stato d’animo in chi sta guardando. E’ importante anche capire che, quando si utilizzano le linee per dirigere l’attenzione dello spettatore, si devono seguire due importanti regole: fare in modo che le linee puntino sempre verso il soggetto principale della foto e che non dirigano mai l’occhio verso un punto al di fuori dell’immagine. Il secondo punto è molto importante in quanto indebolisce molto l’immagine e può causare la perdita di interesse del nostro spettatore.

2) Le forme geometriche

Un trucco per catturare l’attenzione di un osservatore è quello di realizzare una composizione equilibrata, seguendo una determinata forma geometrica. E la più comune usata in fotografia è il triangolo: quando componete la vostra immagine, provate a immaginare, dinanzi a voi, un triangolo con la punta rivolta verso il basso. Ed ora componete la vostra fotografia in modo che, in ciascuno dei tre vertici dell’immagine, ci finisca uno dei soggetti (principale o secondario) della scena.

Foto di Thomas Geiregger

Nella foto qui sopra ho evidenziato la composizione che il fotografo ha scelto di realizzare, con i due tavoli a fare da contraltare alla sedia posizionata in basso. L’immagine, con la sua simmetria quasi perfetta, permette all’occhio dell’osservatore di riposare. E quindi di soffermarsi maggiormente sull’immagine.

3) La regola dei terzi

La regola dei terzi viene usata molto più di qualsiasi altra struttura, ed è una delle prime regole della composizione insegnata. Usata e forse anche stra-usata, conserva la sua importanza. A proposito, lo sapevate che nei paesi arabi la regola dei terzi si applica “al contrario”? Noi tendiamo a mettere il soggetto nei punti focali a destra, in quelli arabi a sinistra. Il motivo? Noi scriviamo da sinistra a destra, loro al contrario. Quindi il cervello è portato a focalizzarsi a sinistra piuttosto che a destra. Tenetelo a mente se avete intenzione di pubblicizzare i vostri lavori al di fuori dei confini occidentali. Ricordo inoltre che esiste una evoluzione della regola dei terzi, ovvero la sezione aurea: Il che significa sistemare il soggetto principale o i soggetti principali in una area relativamente piccola della scena, cercando di mantenere il resto dell’immagine piuttosto scarico. Eccone di seguito un esempio.

FOTO DA LIGHTROOM 5.2 NUOVE_00002

Vediamo nel dettaglio come fare. La regola dei terzi è forse quella più conosciuta in fotografia. Riguarda la composizione dell’immagine all’interno del fotogramma, cioè come il soggetto, lo sfondo e tutti gli altri elementi, devono essere posizionati nella nostra foto perchè questa risulti più efficace. Ovviamente, non è certo la sola che riguarda questo argomento e ogni situazione andrebbe gestita con una sua regola specifica. Diciamo però che questa regola è quella che meglio si adatta alla maggior parte delle situazioni.

La regola dei terzi consiste, in sostanza, nel dividere idealmente il fotogramma in terzi verticali e orizzontali per individuare dei punti fissi all’interno della nostra immagine dove preferibilmente dovremo posizionare i soggetti principali delle nostre foto. Queste zone sono dette punti di forza o punti di fuoco. Proviamo ad esempio ad applicare questa regola alla foto sopra: ecco cosa otteniamo.

Come si vede, la ragazza in primo piano (soggetto principale della foto) è posizionata proprio su uno dei quattro punti di forza generati dall’incrocio delle linee orizzontali e verticali che dividono la foto in terzi.

La suddivisione in terzi, aiuta anche a sistemare la linea dell’orizzonte. Questa infatti non dovrà mai essere posizionata al centro della foto, ma bensì su una delle due righe orizzontali di questa ipotetica griglia. Anche in questo caso la foto sopra è corretta, in quanto abbiamo il soggetto posizionato nel terzo in basso, il panorama in quello di centro e il cielo nel terzo in alto. In pratica, la linea dell’orizzonte, anche se non proprio dritta in quanto definita dalla collina sullo sfondo, è quasi del tutto coincidente con la riga orizzontale superiore della griglia.

Per venirci in aiuto durante lo scatto, alcune fotocamere hanno la possibilità di visualizzare questa griglia nel mirino o sul display LCD. All’inizio, per “fare l’occhio” a questa regola, potrebbe risultare utile attivare questa funzione. Poi, con il passare del tempo, vedrete che, nella maggior parte dei casi, vi verrà naturale comporre l’immagine seguendo istintivamente questa fantomatica griglia.

4) Il framing

Mentre l’aggiunta di punti di interesse è una tecnica importante per aggiungere enfasi agli scatti di paesaggio, una tecnica alternativa, soprattutto se non avete a disposizione soggetti molto interessanti, è quella di aggiungere una cornice all’immagine. Cornice che può essere totale o parziale e che può essere composta da qualunque cosa: un ramo, una roccia, una vecchia finestra. La presenza della cornice vi permetterà di “bloccare” l’occhio dell’osservatore all’interno della cornice stessa, evitando che possa perdersi ai bordi dell’immagine stessa e focalizzandosi sul vostro soggetto.

Foto di Alison Christine

Nella foto qui sopra, un esempio di framing. La presenza della cornice porta il vostro occhio a “bloccarsi” sulla cassetta postale. Avete fatto caso a quanto tempo avete perso su di essa, prima di osservare il resto della fotografia?

5) I colori

Giocare con i colori è un altro metodo per attirare l’attenzione dell’osservatore, o meglio del suo occhio (si, perché stiamo parlando non di convincere l’osservatore coscientemente a compiere delle azioni, quanto al suo occhio di eseguire delle azioni automatiche). Le fotografie cariche di colori tendono a stancare gli occhi, portano a farlo fuggire dallo scatto. Al contrario, un’immagine dove i colori sono pochi e ben definiti e soprattutto armoniosi (o a forte contrasto) tende a ottenere l’effetto contrario.

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  Fonte Internet
Articolo a cura di
Fotografare in Digitale & TuttoLeo

 

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