Premiazione concorso fotografico 2018

Si è svolta sabato 17 novembre la premiazione per il concorso fotografico nazionale “Regioni: patrimonio di paesaggio, cultura e tradizione” presso la sede del Circolo Centro Stile Salgareda, in concomitanza con l’incontro con l’autore Francesca Della Toffola, premio Hemingway 2017.

Di seguito la galleria con le foto della serata, la mostra dei lavori ammessi al concorso e la premiazione dei primi tre classificati.
Al terzo posto troviamo il sig. Luca Ave di Torre di Mosto (VE), al secondo il sig. Werther Vicini di Cesena e primo classificato il sig. Enrico Barcarolo di Montecchio Maggiore (VI).

Ringraziamo tutti i partecipanti per averci inviato le immagini ed essersi messi in gioco raccontandoci uno scorcio della loro regione.

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Francesca Della Toffola e premiazione concorso fotografico 2018

 

Il Circolo fotografico Centro Stile Salgareda è lieto di invitarvi all’incontro con l’autore: FRANCESCA DELLA TOFFOLA

Al termine, premiazione del concorso fotografico nazionale 2018
“Regioni, patrimonio di paesaggio, cultura e tradizione”.

FOTOGRAFIA AUTOBIOGRAFICA
“La mia fotografia è riflessione su se stessi, è un continuo specchiarsi-spezzarsi. Quando ci si guarda allo specchio ci si vede sempre a metà (non vedi quello che c’è dentro), a volte solo pezzi confusi e rotti. Ogni volta con l’autoritratto si rinnova questa frattura di sé per poi ricomporsi nell’immagine finale.”
Dopo la visione delle immagini di “THE BLACK LINE SERIES”, primo progetto e primo libro che raccoglie il lavoro fotografico sulla linea nera e in particolare sull’autoscatto realizzato tra il 2001 e il 2008, seguirà la presentazione del libro “ACCERCHIATI INCANTI”, vincitore del Premio Hemingway 2018. Questo secondo libro (2010-2017) presenta un approfondimento sull’autoritratto, ora libero e imbrigliato nella natura, e lo studio sulla forma circolare dell’inquadratura che ingloba il corpo mimetizzandolo con il paesaggio.

Biografia
Francesca Della Toffola nasce a Montebelluna nel 1973. Laureata in lettere moderne si specializza, in seguito, presso l’Istituto Italiano di Fotografia di Milano. Dopo un iniziale interesse verso la macrofotografia esplora il linguaggio fotografico: la ricerca sui materiali, la scoperta della linea nera e la riflessione sull’autoritratto. Nel 2009 pubblica il libro “The black line series” e di recente “Accerchiati incanti” con il quale vince il Premio Hemingway 2018. Ha realizzato mostre collettive e personali. Sue fotografie fanno parte di collezioni private e pubbliche, tra le quali l’Archivio Zannier, l’Archivio Storico Fotografico della Galleria Civica di Modena e l’Archivio Nazionale dell’Autoritratto Fotografico di Senigallia. É curatrice della manifestazione “Trevignano Fotografia” giunta alla nona edizione. Insegna storia e tecnica della fotografia negli Istituti superiori.
www.francescadellatoffola.it

Incontro con l’autore: Adriano Mascherin

Incontro con l’autore: Dagli universi minimi a quelli massimi
Adriano Mascherin ospite al circolo Centro Stile Salgareda;
ingresso libero

Adriano Mascherin nasce nel 1951, vive e lavora a Fiume
Veneto. E’ entrato nel mondo della fotografa negli anni 70
alla chetichella con pochi mezzi a disposizione, fotografando di tutto, spinto dalla curiosità dell’esplorazione dell’ambiente naturale e progressivamente nel mondo del piccolo.
Inizialmente la produzione fotografica era limitata a causa
del poco tempo libero a disposizione. Con l’avvento del digitale c’è stato un significativo cambio di passo grazie alle
nuove possibilità di intervento e di immediata visualizzazione dei risultati senza contare poi gli interventi di post produzione.
Adriano è sempre stato attratto dalle meraviglie dell’ambiente naturale, dai grandi spazi, dai panorami dalle cime
della montagne, dai dettagli (tra l’altro è un’escursionista),
ma con il tempo ha visto gli enormi spazi e forme celato dal
limite dei nostri occhi nel micro mondo così vicino e poco
conosciuto. Dopo un’iniziale esplorazione del mondo naturale la ricerca di immagini sempre più affrancate dai vincoli
di un soggetto immediatamente riconoscibile lo ha portato
a formare ed a dar vita a ciò che poi ha fotografato.
Sono nati cosi quelli che lui definisce gli “Universi Minimi”
che prima vengono format mescolando acqua, tempere,
olio, sapone e altri materiali e poi mentre queste “miscele”
si muovono, diluiscono e trasformano le fissa nelle fotografe.
Adriano ha partecipato a concorsi e mostre con un incoraggiante successo, e realizza e presenta inoltre multivisioni inerenti al lavoro sugli UNIVERSI MINIMI e sull’ ambiente
in cui vive (in particolar modo Dolomiti e ambienti naturali
del Friuli) ma anche di reportage sui viaggi intrapresi in Europa e negli Stati Uniti. Nel 2016 ha pubblicato il suo primo libro “UNIVERSI MINIMI”.